Con Alex, Italo e Bill alla Societing Summer School
Diciamoci la verità, dal punto di vista logistico la prospettiva non era delle più allettanti. Alzarsi di domenica, il 28 agosto, alle 7 a.m., prepararsi, andare alla stazione centrale, prendere un treno diretto per Salerno, scendere a Nocera Inferiore perché causa lavori il treno a Cava dé Tirreni non ferma, prendere l’autobus sostitutivo, arrivare a Cava cercare l’ostello della gioventù e alle 12.00 partire con un altro autobus per il castagneto di Capo Calvanico. E la sera? Percorso inverso, of course.
Vi state chiedendo perché ci sono andato? Prima di tutto perché la logistica è importante, ma l’amicizia lo è di più e Alex Giordano, profeta del Ninja Marketing, autore con Bernard Cova e Mirko Pallera di Marketing non convenzionale, ideatore della Societing Summer School e tanto altro ancora, è amico mio. Poi perché quando nel 1994 Luca De Biase, Rosario Strazzullo and me fondammo Austro e Aquilone avevamo in testa “la fabbrica dei contenuti”, sì, un posto dove le teste si mischiano con le mani, quelli che sanno con quelli che sanno fare, quello che è storia con quello che è innovazione, si insomma proprio le cose di cui mi aveva parlato Alex quando mi aveva invitato a passare almeno un giorno con la sua Big Societing Band. E poi perché già la possibilità di ascoltare Bill Emmott mentre racconta di Social Movements and Social Innovation in the Mediterranean non è cosa di tutti i giorni, ma mangiare assieme pane e salsiccie, parlare di Forza, Italia e di Bella Napoli, bere il vino rosso con la pesca è una cosa unica. E poi e poi perché alla mia età o lo hai imparato oppure lo hai imparato che quando metti assieme persone così in un contesto così accade proprio come dice Shakespeare e scopri che ci sono più cose in cielo e in terra di quelle che la tua filosofia possa immaginare.
Volete sapere come è andata? Proprio come diceva il Bardo, cosicché assieme ad Adam Arvidsson incroci Tony Ponticiello / Mister Time, il fotografo Marius Mele, il bosconauta Michele Sica che ha letto una meravigliosa storia dedicata al nonno, il nativo digitale Jacopo Guedado Mele, le ragazze e i ragazzi che hanno frequentato la Summer School e infine lui, Italo, 75 anni, boscaiolo, lui che a 6 anni già era al lavoro, lui che interpretando l’anima del bosco ha presentato Emmott prima del botta e risposta conclusivo, lui che lasciando il microfono ha commentato le sue scarne, emozionate parole strascinando tra i denti un “perché quando si va a scuola è una cosa, quando uno ha lavorato per tutta la vita è un’altra”.
Sì, perché il vocabolario di quelli come Italo non è fatto tanto di parole ma di sentieri, di asce e di mani incallite, di rughe, di fatica e di vento. Forse è per questo che Alex, Bill, Adam e tutti noi che eravamo lì abbiamo cercato di non perderne nemmeno una delle sue parole, non solo quelle che ha detto. ma anche quelle che ci ha fatto vivere.
Ho deciso che l’anno prossimo partecipo alla Summer School per tutta la settimana. E giuro che non c’entra niente il fatto che poi la mattina a Nocera Inferiore mi è venuto a prendere in auto il mio amico prof. Sabato Aliberti con il quale ho condiviso la bellissima giornata, e neanche il fatto che la sera sono tornato a casa in auto con Francesca e Guido, e neppure il fatto che il viaggio è stato un altro viaggio ancora tante sono state le cose belle che i miei due amici mi hanno raccontato.
Certo che lo so che sono nato con la camicia, ma non lo dite troppo in giro che non va bene. In cambio vi racconterò di Francesca e Guido, ma non adesso, mi tocca ancora un tuffo e non ho intenzione di perdermelo.
Note